La disfunzione ventricolare destra e l’ipertensione arteriosa polmonare nella malattia renale cronica

Abstract

La patologia cardiovascolare rappresenta il principale fattore comorbido in corso di Malattia Renale Cronica. Per anni l’attenzione è stata posta sulla disfunzione ventricolare sinistra secondaria ad ipertrofia ventricolare, più spesso di tipo concentrica, meno frequentemente di tipo eccentrico.

Le ultime evidenze documentano, però, come le alterazioni delle funzione ventricolare sinistra siano spesso accompagnate, se non precedute, dal deficit della funzione ventricolare destra secondario a numerosi fattori eziopatogenetici, tra i quali un ruolo decisivo viene giocato dall’ipertensione polmonare.

La presenza di uno stato ipertensivo del piccolo circolo risulta evidente già negli ultimi stadi di Malattia Renale Cronica quando il filtrato glomerulare scende al di sotto dei 20 ml/min e il paziente viene preparato per iniziare il trattamento sostitutivo dialitico.

Nel caso in cui non sia possibile effettuare il trattamento mediante dialisi peritoneale e si renda necessario l’allestimento di un accesso vascolare per emodialisi, la valutazione di un’ eventuale condizione di ipertensione polmonare può risultare utile per non gravare ulteriormente su una condizione di disfunzione del piccolo circolo.

La presenza di un accesso vascolare, a partire da una FAV prossimale, comporta un aumento del ritorno venoso al cuore (post – carico) e pregiudica ulteriormente la funzionalità sisto – diastolica del ventricolo destro. Il confezionamento di una FAV distale, ovvero il posizionamento di un CVC, rappresentano soluzioni meno traumatiche per lo stesso paziente.

La valutazione del grado di disfunzione ventricolare destra è affidata in primis alla clinica ed in secondo luogo si giova dell’impiego di tecniche d’imaging quali l’ecocardiografia mediante la valutazione del parametro TAPSE.

Al momento sono diversi i presidi terapeutici in nostro possesso per il controllo dell’ipertensione arteriosa polmonare a partire dai calcio – antagonisti, come il diltiazem, fino agli antagonisti dell’endotelina come il bosentan.

Gruppo di Studio di Cardionefrologia della Società Italiana di Nefrologia

Luca Di Lullo, Fulvio Floccari, Rodolfo F. Rivera, Antonio De Pascalis, Antonio Bellasi, Emiliana Ferramosca, Mario Timio

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