Iter diagnostico e terapia della calcolosi

Abstract

La nefrolitiasi è una malattia diffusa nella popolazione generale con una prevalenza in aumento negli ultimi anni. La sua rilevanza clinica  è gravata dalla tendenza a recidivare comportando così un rischio aggiuntivo di complicanze sia renali (fino alla malattia renale cronica) che extrarenali (come la malattia metabolica dell’osso). D’altra parte l’inquadramento clinico della malattia può essere complesso. La classificazione della calcolosi in base alla natura chimica del calcolo evidenzia la varietà eziologica della patologia. Inoltre le diverse malattie che posso causare nefrolitiasi includono anche dei geni tra i loro determinanti. Malattie comuni e malattie rare compongono perciò il capitolo della nefrolitiasi ed il medico deve saperle riconoscere.  La valutazione clinica è necessaria per identificare il tipo di malattia che causa la calcolosi  ma anche utile per identificare i pazienti a maggior rischio di recidive e/o di complicanze. Le indagini biochimiche e strumentali da utilizzare variano in rapporto alla gravità della malattia. Così una valutazione basale è necessaria per individuare il grado di attività di malattia, le forme di calcolosi secondaria, i pazienti recidivanti e per selezionare i pazienti a rischio di malattia renale cronica e/o malattia metabolica dell’osso. Una successiva valutazione più specifica può essere basata sul tipo di calcolosi, se già individuata, e sulla presenza di fattori di rischio già noti. L’inquadramento clinico del paziente, con le acquisizioni sulla possibile eziologia e sui meccanismi fisiopatologici della malattia sottostante, infine consente di adottare un programma terapeutico personalizzato che dovrebbe avere come obiettivi:  la correzione delle eventuali alterazioni metaboliche, la riduzione delle recidive e la correzione di manifestazioni extrarenali di malattie sistemiche.

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